

UN AMORE DI FERRO
Successe proprio così.
Fu dopo un decennio a bottega dal fabbro che mi accorsi di te,
che desiderai stare da solo con te.
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Per noi ricavai uno spazio,
io, te, un'incudine e un martello.
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Iniziò tutto lì.
Da allora insieme abbiamo vissuto momenti di calore
e momenti di tensione.
Per te ho faticato, sudato e a volte anche imprecato.
Con te ho trascorso le notti.
A te ho confidato le mie ansie e le mie paure,
le mie gioie e le mie fragilità.
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Tu conosci la mia anima e io la tua.
Mi ascolti in silenzio, senza giudicare.
Permetti alle mie emozioni di fluire libere fino a plasmarti,
espressione della parte più profonda di me che solo tu conosci.
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Ecco perchè,
quando ho voglia di un intimità assoluta,
nel tuo eterno tacere mi rifugio.
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BIOGRAFIA

​Andrea Borga (Trento, 1985) è uno scultore italiano la cui ricerca artistica prende forma tra le Dolomiti del nord Italia, territorio in cui vive e sviluppa il proprio lavoro creativo.
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Il suo percorso artistico nasce dal contatto diretto con il metallo: a diciassette anni entra come apprendista nel laboratorio di un fabbro del suo paese natale, dove apprende le tecniche fondamentali della lavorazione dei metalli attraverso una tradizione artigianale basata sul gesto e sull’esperienza.
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Negli anni successivi sviluppa un linguaggio personale che lo conduce progressivamente verso la scultura. Le sue prime opere traggono ispirazione dall’osservazione della natura, da cui emergono animali e forme organiche caratterizzate da un equilibrio tra forza materica e sensibilità poetica.
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Nel tempo la sua ricerca si amplia includendo lo studio della figura umana, affrontata con un linguaggio scultoreo che unisce energia plastica ed eleganza formale.
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Le sculture di Borga sono realizzate principalmente in ferro, acciaio inox, acciaio corten, ottone e rame, spesso accostati a materiali naturali.
Le superfici vengono trattate attraverso processi fisici e chimici che evitano l’uso di vernici, lasciando emergere l’autenticità e la trasformazione della materia come parte integrante del processo creativo.
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Negli ultimi anni il suo percorso artistico ha assunto una dimensione sempre più internazionale.
Le sue opere sono state presentate in contesti di arte contemporanea negli Stati Uniti ed in Asia, partecipando a manifestazioni di rilievo come la Miami Art Week, dove il suo lavoro è stato esposto in due edizioni consecutive (2024 e 2025), ed a fiere di calibro internazionale quali la Hamptons Art Fair di New York (2024) e la Clio Art Fair nell’ambito della New York Art Week, per il biennio consecutivo 2024 - 2025.
Il suo percorso espositivo lo ha inoltre portato sulla West Coast americana con la partecipazione alla San Francisco Art Fair nel 2025, e nel contesto asiatico con la presenza all’ Affordable Art Fair di Singapore (2025).
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In Italia il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive, tra cui la mostra “Steel Life” nel 2023 a Coredo (TN), e la partecipazione alla collettiva “Echi - La montagna tra fotografia e pittura” ospitata nelle sale di Palazzo della Regione a Trento nell’ambito del programma ufficiale del Trento Film Festival della Montagna 2023. Nel 2024 la Regione Trentino-Alto Adige gli ha dedicato la mostra personale “Materica” negli stessi spazi istituzionali. Nel 2025 ha presentato “Seduzioni, quando il metallo diventa desiderio”, mostra personale allestita nella storica Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, su invito diretto del Principe Don Prospero Colonna e della Principessa Donna Jeanne Pavoncelli.
Le opere di Borga sono state inoltre esposte nelle rassegne d’arte contemporanea italiane di Paratissima a Torino e BAF - Bergamo Arte Fiera.
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Le sue sculture sono presenti in collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero (California, Florida, Texas, New York, Messico, Singapore, Germania, Principato di Monaco).
Tra queste figurano la scultura “Royal Rooster”, prima ed unica opera d’arte contemporanea entrata a far parte della collezione privata di Palazzo Colonna a Roma, in esposizione permanente nella sala delle Maioliche del Padiglione Pio; e “Royal Rooster #2”, conservata presso il Museo del Gallo di Linares, spazio culturale nello stato di Nuevo León (Messico).
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ARTIST STATEMENT
La lavorazione dei metalli accompagna l’uomo dalla notte dei tempi. Una tradizione che nasce e si sviluppa da conoscenze ancestrali che si tramandano, da secoli, di generazione in generazione. L'artigiano è colui che crea forgiando, modellando, battendo la materia, un professionista del metallo che mette la sua abilità tecnica al servizio della comunità. Il dibattito attorno al ruolo del “faber” e dell’artista all’interno della società si è presentato ciclicamente nei secoli. Un confine labile li divide, principalmente dovuto agli intenti: da una parte c’è la pura tecnica, dall’altra l’originalità e la creatività dell’artista.
Mi piace definirmi come la fusione di queste due figure: fabbro di formazione, la passione per il metallo mi ha portato a indagare maggiormente questa materia che, nonostante negli anni abbia esperito e sperimentato in molteplici modo, continua a stupirmi.
Questo implica che quando mi approccio al metallo inizio con esso un vero e proprio dialogo, in cui la materia stessa è parte attiva e quindi responsabile del risultato. Quindi il dialogo, il processo di realizzazione dell’opera, per me è importante tanto quanto il prodotto finale. Perché come qualsiasi conversazione, nonostante si possa avere contezza dell’argomento e gli strumenti per poter argomentare, c’è sempre una parte che rimane fuori dal nostro totale controllo, ossia la risposta dell’altro. E proprio questa risposta può comportare, in corso d’opera, dei ripensamenti, dei cambi di direzione. La mia idea iniziale inevitabilmente si modella alla prova del materiale.
Il risultato sarà quindi responsabilità di entrambi gli interlocutori, artista e materia. Questo è ciò che mi affascina: la consapevolezza che per quanto io possa conoscere un materiale, non ne ho mai un pieno controllo. E per quanto provi a imporre una mia volontà, la materia ha e continua ad avere una sua vita e autonomia, che può diventare a volte resistenza. Il metallo può essere battuto, allungato, fuso, spezzato, anche eroso. E, nonostante conosca le tecniche, mai mi è possibile sapere a priori quale sarà il risultato finale.
Sebbene veicolata da una forma, è quindi la materia la vera protagonista e il vero motore della mia ricerca. Una materia viva che crea e ricrea il mio mondo, mostrandomi in tutte le sue potenzialità e, spesso, contraddizioni.
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